I Medici sono mugellani. Prima di essere banchieri di Firenze, papi di Roma e regine di Francia, erano una famiglia di proprietari dell'alta Sieve, con una rocca, un castello e una pieve. Da queste tre proprietà — Cafaggiolo, il Trebbio, Bosco ai Frati — è partito uno dei più radicali sistemi di mecenatismo della storia d'Occidente.
Prenota il Podere →I Medici discendono dai signori di Potrone, in Mugello. La prima documentazione scritta è del XII secolo, e già nel Trecento la famiglia possiede tre proprietà nella conca della Sieve: la rocca di Cafaggiolo, il castello del Trebbio e il convento di Bosco ai Frati. Un secolo prima che Cosimo il Vecchio diventi signore di Firenze (1434), i Medici sono già mugellani.
Cafaggiolo (Barberino di Mugello, 8 km dal podere) è una rocca trecentesca trasformata in villa da Michelozzo per Cosimo il Vecchio fra il 1443 e il 1451. Dal 2013 fa parte del sito UNESCO "Ville e giardini medicei in Toscana". Lorenzo il Magnifico la usa come ritiro estivo: vi compone parte dei Canti carnascialeschi e vi ospita Poliziano, Pulci, Marsilio Ficino. Il Castello del Trebbio (San Piero a Sieve, 12 km) è la più antica delle ville medicee: ridisegnata da Michelozzo per Cosimo nel 1427, conserva uno dei primi giardini all'italiana documentati.
Il Convento di Bosco ai Frati (San Piero a Sieve, 13 km) è la pieve di famiglia. Fondato dagli Ubaldini nel VII secolo, è restaurato sempre da Michelozzo nel 1438 sotto incarico di Cosimo. Ospita il Crocifisso ligneo di Donatello (c. 1440), una delle opere meno viste del maestro: bracci sottili, costole leggibili, espressione che anticipa di decenni l'umanità delle figure rinascimentali. Ingresso libero, sempre aperto.
I Medici di Cafaggiolo non sono collezionisti che comprano arte già fatta: commissionano l'arte che ancora non esiste. Donatello al Bosco ai Frati, Michelozzo a Cafaggiolo e al Trebbio, Botticelli per le decorazioni, e — un secolo prima — il riconoscimento del genio di un altro mugellano: Beato Angelico (al secolo Guido di Pietro, nato a Vicchio c. 1395), domenicano che dipinge gli affreschi del convento di San Marco a Firenze fra il 1440 e il 1445, su impulso diretto di Cosimo il Vecchio.
Un secolo prima ancora, e a quattro chilometri da Cafaggiolo, in un casolare di Vespignano, era nato Giotto di Bondone (c. 1267 – Firenze, 1337). Giotto non lavora mai per i Medici — muore troppo presto — ma cresce nello stesso paesaggio, lo stesso bosco, gli stessi crinali. La Casa di Giotto a Colle di Vespignano è visitabile con ingresso libero. Senza Giotto, niente prospettiva. Senza Cosimo il Vecchio, niente sistema. Il Mugello è la valle dove le due cose si incontrano.
Una delle cinque camere della Leopoldina porta il nome di Giotto. Matrimoniale, al primo piano, esposizione sud-ovest, bagno condiviso con la camera Tagliatella.