La stanza che porta il nome della strada romana che i camminatori moderni hanno riscoperto. L'unica della Leopoldina con bagno privato en-suite — ideale per chi viaggia da solo o in coppia e cerca un po' più di intimità.
Prenota ora →Nel 187 a.C. il console Gaio Flaminio Nepote fece costruire una strada militare per collegare Bologna ad Arezzo attraverso l'Appennino tosco-emiliano. Pavimentata in basoli di pietra arenaria larghi circa 2,4 metri, tagliava i monti nei punti più diretti. Venne chiamata Flaminia Militare per distinguerla dalla Flaminia consolare da Roma a Rimini, opera del padre Gaio Flaminio morto a Trasimeno nel 217 a.C.
Col Medioevo la Flaminia Militare cadde in disuso: i tracciati romani furono abbandonati, le lastre riusate come materiale da costruzione, e la memoria della via sopravvisse solo nelle fonti latine — Livio, Ab Urbe condita XXXIX, 2 e Cicerone, Epistulae ad Atticum V, 1.
La riscoperta si deve a Cesare Agostini e Franco Santi, un insegnante e un funzionario del catasto di Castel dell'Alpi, che dal 1979 al 1981 individuarono il primo tratto pavimentato sopra Monghidoro. Le loro campagne di prospezione, condotte con metal detector e cartografia storica, sono documentate nel volume La Flaminia Militare: una strada romana sull'Appennino tosco-emiliano (Pendragon, 1985), poi aggiornato in più edizioni. Furono ricostruiti circa 13 km di pavimentazione originale, ancora in posto.
Il tracciato è oggi incluso nella Via degli Dei, itinerario escursionistico di 130 km fra Bologna e Firenze in 5–6 tappe. La tappa mugellana scende da Passo della Futa a San Piero a Sieve, passando per Sant'Agata. Il podere dista circa 15 km dal centro di San Piero a Sieve.