La stanza del Fienile che porta il nome dei fattori, gli amministratori dei poderi toscani. Un matrimoniale al primo piano, bagno condiviso con la Camera Garzoni. Apertura gennaio 2027.
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Nella Toscana della mezzadria il fattore era l'amministratore del podere: l'uomo del proprietario, che viveva nella fattoria, teneva i libri dei conti, decideva le semine e divideva a metà il raccolto fra il padrone e la famiglia colonica. Il contratto di mezzadria, documentato in Toscana fin dal Medioevo, ha organizzato per secoli la campagna del Mugello: il proprietario metteva la terra e la casa, il mezzadro il lavoro, e i frutti si dividevano.
Il Settecento dei Lorena fu il secolo delle riforme agrarie. Nel 1753 nasce a Firenze l'Accademia dei Georgofili, la prima accademia agraria d'Europa; sotto il granduca Pietro Leopoldo (1765–1790) si diffonde sui poderi del Granducato un nuovo modello di casa colonica, razionale e ripetibile, che da lui prende il nome: la leopoldina. La casa principale di questo podere è una di quelle case. Il Fienile, accanto, porta ancora il nome del suo uso di allora.
La mezzadria finì per legge: la legge 756 del 15 settembre 1964 vietò la stipula di nuovi contratti, e la legge 203 del 3 maggio 1982 convertì in affitto quelli rimasti. Con i mezzadri se ne andarono anche i fattori. Restano i loro registri, negli archivi delle fattorie, e le case che avevano in consegna.
La stanza dei Fattori è la camera matrimoniale del Fienile: un letto grande, una porta-finestra sul verde, il tetto in legno a vista. Il bagno, condiviso con la Camera Garzoni, è a pochi passi.